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CV33
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Il mwgaCV 33, abbreviazione della dicitura completa mwgqCarro Veloce 33, è stato un mwggcarro armato leggero italiano sviluppato tra le due guerre mondiali come miglioramento del CV 29, a sua volta una copia fedele del mwgwtankette mwhaCarden-Loyd Mk VI, acquistato dal mwhqRegno Unito. Il carro veloce fu un mezzo leggerissimo impiegato dalle truppe celeri (cavalleria e mwhgbersaglieri) e corazzate del mwhwRegio Esercito, così come figura nei ruoli di alcune unità della mwiaGuardia Nazionale Repubblicana della mwiqRepubblica Sociale Italiana, che si impadronirono di alcuni carri dopo l'mwig8 settembre 1943.
Contents
• Sviluppo
• Versioni
• Note
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Designazione
La designazione ufficiale del carro fu mwjgCarro Veloce 33 (abbreviato in C.V. 33) fino al 24 giugno 1938, successivamente, con una circolare dell'Ufficio addestramento dello Stato Maggiore Regio Esercito, la designazione cambiò in mwjwL 33. Il 14 giugno 1940, l'Ufficio addestramento emanò una nuova circolare contenente la nuova designazione: mwkaL. 3, infine il 4 agosto 1942, con l'ultima circolare, la designazione divenne mwkqL. 33.
È diffusa anche le denominazione non ufficiale L3/33, che sta ad indicare con barra obliqua le due designazioni del '38 o '42 e '40.
Con il dopoguerra, i ricostituiti reparti corazzati italiani utilizzarono per l'identificazione la designazione originale del veicolo.cite-ref-2[2]
Sviluppo
Gli studi per il nuovo carro veloce incominciarono presso la ditta mwmgAnsaldo nel mwmw1930, attraverso la realizzazione di una serie di prototipi, alcuni ancora montati sullo scafo del mwnatankette Mk VIcite-ref-3[3], e poi di una preserie: i CV29.
La prima versione definitiva venne realizzata nel 1933, da cui il nome del carro. Già l'anno seguente vennero apportate alcune modifiche all'armamento e ad altre parti dando così vita alla II serie.
Nel mwow1936 venne messa in produzione una versione migliorata denominata CV35 (in seguito L. 35) che presentava come principale innovazione l'imbullonatura delle lamiere di protezione in precedenza solamente saldate.
Nel mwpq1938 venne prodotta un'ultima versione, detta, non ufficialmente, CV38, poi L38, che presentava alcune modifiche al sistema delle sospensioni e ai cingoli.
Complessivamente vennero prodotti più di 2.000 esemplari (comprese le versioni speciali).
Alcuni carri sopravvissero alla mwqaSeconda guerra mondiale e furono utilizzati dai reparti della Polizia di Stato nell'immediato dopoguerra.
Impiego operativo
• Referendum nella mwrwSaar - tra il dicembre mwsa1934 e il gennaio mwsq1935 uno squadrone carri del reggimento mwsgCavalleggeri Guide fece parte del contingente italiano inviato a mwswSaarbrücken con funzioni di ordine pubblico.
• mwtqGuerra d'Etiopia - Tra il 1935 e il mwtg1936 numerosi squadroni di carri leggeri presero parte alle operazioni militari che portarono alla conquista italiana dell'Etiopia.
• mwuaGuerra civile spagnola - Tra il 1937 e il 1939 un certo numero di CV33 (numero che raggiunse le dimensioni di un battaglione) fu inquadrato nel mwuqTercio, la legione straniera spagnola, in appoggio alle truppe mwugfranchiste. Impiegato, tra l'altro, nelle battaglie di mwuwGuadalajara e mwvaSantander il carro CV33 si trovò, per la prima volta, a dover affrontare nemici aventi una maggior potenza di fuoco come i carri mwvqsovietici mwvgT-26 dotati di cannoni da 37 e 45mwvw mm; per sopperire a questo limite, veniva rimorchiato un pezzo anticarro che veniva poi utilizzato per compiere vere e proprie imboscate ai più pesanti avversari.
• mwwqOccupazione italiana dell'Albania - i carri veloci del 31º reggimento carristi fecero parte del contingente che occupò senza, peraltro, incontrare praticamente resistenza la capitale mwwgTirana.
• mwxaBattaglia delle Alpi Occidentali - in occasione dell'entrata in mwxqguerra dell'Italia quattro battaglioni di carri leggeri CV33/CV35 (ora ribattezzati L33 e L35) operarono contro le difese mwxgfrancesi nel settore di mwxwAosta, ottenendo scarsi risultati e subendo perdite sia a causa del fuoco nemico sia delle mine.
• mwyqCampagna italiana di Grecia - tra il 1940 e il 1941 il 31º reggimento carristi inquadrato nella mwygDivisione Centauro, dotato di battaglioni di carri veloci, e uno di carri medi, operò sulla linea della mwywVojussa. Anche in questa circostanza i carri tipi L dimostrarono di essere ormai del tutto superati e obsoleti, non riuscendo spesso a superare gli ostacoli anticarro predisposti dalle truppe greche.
• mwzqFronte jugoslavo - alle operazioni di occupazione della mwzgJugoslavia, nel 1941, presero parte il 33º reggimento carristi inquadrato nella mwzwDivisione Littorio e il 31° inquadrato nella divisione Centauro. Al termine delle operazioni un certo numero di carri tipo L. 33 e L. 35 rimase in zona adibito al supporto delle operazioni di occupazione e di repressione del movimento partigiano. Dopo l'mwaq8 settembre 1943 la maggior parte di questi mezzi fu catturata dai tedeschi mentre alcuni esemplari furono consegnati alle unità partigiane sotto il controllo del mwagmaresciallo Tito.
• mwbaCampagna dell'Africa Orientale Italiana - al momento dell'apertura delle ostilità risultavano presenti in AOI 39 carri di tipo L che privi di pezzi di ricambio scomparvero dalla scena senza aver mai avuto la possibilità di operare in modo efficace, salvo per il III Squadrone dei mwbqCavalieri di Neghelli nel combattimento del torrente Dadaba, presso mwbwSciasciamanna, il 13 maggio 1941. Nove di essi diventarono preda bellica delle truppe sudafricane.
• mwcqCampagna del Nordafrica - All'apertura delle ostilità (nel giugno mwcg1940) erano presenti in Africa 339 carri tipo L33 nelle diverse versionicite-ref-4[4]. Inadatti ad affrontare i tank mwdwinglesi e le armi anticarro inglesi, il loro numero si ridusse rapidamente a zero durante la ritirata seguita alla controffensiva inglese dell'inverno 1940/1941. Nel febbraio 1941 giunsero, al seguito della mweadivisione Ariete 117 carri L. 33 (24 nella versione mweqlanciafiamme) che presero parte alla controffensiva delle truppe dell'Asse. Comunque all'inizio del mweg1942 ne rimanevano pochi esemplari per lo più non efficienti.
• mwfaFronte Russo - con il mwfqCSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia) vennero inviati sul fronte orientale anche 61 carri L33, inquadrati nel III Gruppo Corazzato "San Giorgio" (3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta"). Le condizioni ambientali, unite alla scarsezza di pezzi di ricambio e alla inidoneità del mezzo alle condizioni d'uso ridussero rapidamente a zero il numero dei carri operativi tanto che gli equipaggi agli inizi del mwfg1942 furono impiegati, in operazioni belliche, come reparti appiedati.
• Francia meridionale e mwgaCorsica - Alcuni reparti dotati di carri L33 presero parte nel novembre del 1942 all'occupazione, da parte italo-tedesca, delle parti del territorio francese sottoposte al mwgqgoverno di Vichy. Detti reparti rimasero poi come truppe di occupazione. Nel settembre 1943 le unità sulla terraferma francese si sfaldarono e i loro mezzi furono catturati dai tedeschi mentre quelle presenti in Corsica si batterono contro i tedeschi per rientrare poi in mwggSardegna quando a esse subentrarono le truppe alleate. I mezzi sopravvissuti all'impiego e all'usura rimasero poi in Sardegna senza più essere utilizzati.
• mwhaDifesa di Roma - Immediatamente dopo l'8 settembre 1943 alcuni carri tipo L33 presero parte al tentativo di difendere Roma dall'occupazione da parte delle truppe tedesche.
• Nella mwhgRepubblica Sociale Italiana - dopo l'8 settembre 1943 un certo numero di mezzi venne usata da parte di varie unità della RSI soprattutto nell'ambito delle azioni di contrasto alle mwhwazioni dei partigiani. Alcuni di questi carri furono catturati dalle unità partigiane durante l'insurrezione dell'aprile 1945 e fatti sfilare nelle città appena liberate.
• Dopoguerra - alcuni carri L33 rimasero in dotazione per alcuni anni a reparti dell'mwiqEsercito Italiano con funzioni addestrativo-dimostrative finendo poi per essere usati come monumento nelle varie caserme. Un certo numero di esemplari di carri L33 venne usato, nell'immediato dopoguerra, dalle forze di mwigpolizia nei servizi di ordine pubblico.
Difficile dare un giudizio positivo sul carro leggero Ansaldo-Fiat: costruito in materiale leggerissimo e relativamente veloce, il carro era certo più adatto all'esplorazione e al supporto della fanteria che al combattimento;cite-ref-biagi301-5-0[5] l'armamento però (mitragliatrici) risultava efficace al massimo entro i 400 m, purché si sparasse a bassa velocità e la mancanza di torretta girevole rendeva il carro particolarmente vulnerabile agli attacchi da dietro. Gli L33 erano dei piccoli carri da 3,2 mwkatonnellate, con scarsa capacità di fuoco, sviluppati e ideati per combattere in ambito alpino e montagnoso. Visto il loro proficuo utilizzo durante la mwkqGuerra di Abissinia, ben quattro anni prima, contro un nemico che non disponeva né di divisioni corazzate, né di armi anticarro, i comandi italiani ebbero la presunzione di volerli utilizzare nel corso della mwkgSeconda guerra mondiale con compiti di "mwkwrottura" nei confronti delle divisioni di fanteria nemiche. Il risultato fu pessimo, non solo per l’incapacità del carro di poter svolgere tale funzione contro reggimenti provvisti di armi anticarro, ma soprattutto perché la irrisoria corazzatura poteva essere facilmente penetrata anche da qualsiasi mwlamitragliera dotata di munizionamento perforante e, a breve distanza, persino dalle armi individuali del nemico.cite-ref-6[6] La visibilità era scarsa e l'uscita dell'equipaggio dai carri colpiti, a causa della posizione degli sportelli, era praticamente impossibile durante il combattimento. Si deve registrare poi, dal punto di vista della mobilità, che il carro era sì maneggevole, ma non sempre riusciva ad affrontare terreni difficili. L'autonomia poi, era l'ennesimo tallone d'Achille di questo carro, che, in Libia, costringeva gli equipaggi a portare tre fustini da 20 litri di benzina sulla corazza anteriore. Solo pochi esemplari, infine, avevano il supporto per l'impiego contraereo della mitragliatrice.
Versioni
• mwoaCV33 - designazione iniziale del Carro Veloce Ansaldo, I serie, caratterizzato dalla mitragliatrice mwoqFiat Mod. 14 tipo Aviazione da mwog6,5 mm raffreddata ad aria e da una piastra singola di supporto della ruota tendicingolo. Dopo pochi mesi, la mitragliatrice fu sostituita da un'arma dello stesso tipo, la mwpaFiat Mod. 14/35, adattata alla cartuccia da mwpq8 mm.
• mwqaCV33 II serie - apparso già nel mwqq1934 ma in distribuzione dal mwqg1936, introduceva un armamento costituito da 2 mitragliatrici mwqwFiat Mod. 14/35 da 8mwra mm, supporto della ruota tendicingolo separato da quello della ruota di rinvio, feritoia del pilota incernierata all'interno, sostituzione degli sportellini posteriori con feritoie, sportello di aerazione protetto da uno scudo metallico e diversa disposizione degli accessori esterni. Alcuni di questi mezzi vennero ri-armati con una singola mitragliatrice mwrqBreda-SAFAT da 12,7 mm.
• mwrwCV35 I serie - variante del precedente, difficilmente distinguibile, aveva parte delle lamiere dello scafo imbullonate anziché saldate; nel corso dell'impiego le sue armi furono sostituite dalle mwsaFIAT Mod.35 o dalle mwsqBreda Mod. 38.
• mwswCV35 II serie - uguale alla precedente ma con modifiche a portelli e feritoie.
• mwtqCV38 - designato, non ufficialmente, mwtgL38, fu valutato nel mwtw1937. Il prototipo aveva un nuovo treno di rotolamento, con le coppie di ruote dei quattro carrelli di diametro maggiore e nuove sospensioni (a mwuabarre di torsione, che fanno capolino per la prima volta in Italia, anziché a mwuqbalestra); inoltre, le 2 mitragliatrici da 8mwug mm furono sostituite da una mwuwBreda Mod. 31 Tipo Marina, da 13,2mwva mm, già montata su 23 esemplari ordinati dal mwvqBrasile.
• mwvwCarro d'assalto lanciafiamme (L 35/lf) - versione lanciafiamme, realizzata su scafi L. 33 II Serie e L. 35 I e II Serie. Nel primo prototipo, al posto della mitragliatrice di sinistra era inserita una lunga lancia, dal caratteristico terminale, mentre l'impianto di alimentazione era all'interno del carro e attingeva a un rimorchietto-serbatoio da 520 litricite-ref-7[7]. L'impianto si chiamava Apparecchiatura L. Fu realizzato anche almeno un prototipo in cui l'intero impianto era contenuto all'interno del carro e, infine, fu scelta una terza soluzione, nella quale il serbatoio del liquido infiammabile era sistemato sul cofano motore, che riduceva la capienza del contenitore ma non vi era l'inconveniente del rimorchietto che poteva creare problemi.
• mwygL3/r - carro radio, realizzato su tutte le versioni e usato come carro comando.
• mwzaL3 Zappatori - noto anche come mwzqCarro Passerella (o CV3 Rampa Semovente), era una versione gettaponti sperimentale che non ebbe successo.
• mwzwL3 carro recupero - versione sperimentale per il mw0arecupero dei carri incidentati.
• mw0gL3/Solothurn o mw0wL3/cc (controcarro) - modifica eseguita su svariati esemplari direttamente presso i reparti operativi in mw1aAfrica settentrionale italiana nel mw1q1941. Al posto delle mitragliatrici binate montava un mw1gfucile controcarro mw1wSolothurn S-18/1000 da 20mw2a mm, che poteva fermare le autoblindo e i carri leggeri britannici.
• mw2gL35 Aviotrasportabile - carro lanciafiamme utilizzato per prove di compatibilità con l'aerotrasporto, agganciato sotto la fusoliera di un mw2wSavoia-Marchetti S.M.82.
• mw3qCV33 addestramento mitraglieri - 1 esemplare fu parzialmente privato degli organi meccanici e trasformato in una sorta di simulatore per l'addestramento dei mitraglieri.
• mw3wTrubia - versione sperimentale spagnola armata con un cannone mw4aBreda 20/65 Mod. 1935 da 20mw4q mm.
• mw4wL3 trattore leggero - ipotetica versione per il traino dei cannoni da mw5a47/32 Mod. 1935.
• mw5gCarro cannone anticarro o mw5wSemovente L3 da 47/32 (mw6aCV33 47/32) - prototipo di semovente armato con un cannone da 47/32mw6q mm; tentativo "disperato" di adattare l'L33 alle nuove esigenze belliche, aveva un disegno molto simile al mw6gPanzerjäger I (anch'esso derivato dal carro leggero più diffuso presso l'esercito d'adozione, il mw6wPanzer I): lo scafo, privato della sovrastruttura, presentava frontalmente un mw7acannone controcarro da 47/32 scudato, che doveva proteggere i serventi; il resto del mezzo era uguale allo chassis dell'L. 33, anche se dalla foto del prototipo sembra che le sospensioni fossero a molloni. Probabilmente non avrebbe avuto successo, dato che il pur contenuto rinculo del 47/32 poteva, a lungo andare, nuocere al funzionamento del mezzo.
• mw7gL3 da demolizione - prototipo radiocomandato per la distruzione dei campi minati.
Esportazione
Il CV33, e versioni seguenti, venne anche esportato in numerosi stati.
• mw-qAustria - 72 carri, 36 CV33 II serie (nel mw-g1935) e 36 CV35 I serie (nel mw-w1937). Tutti i carri consegnati all'esercito austriaco erano armati con una mitragliatrice mw-aSchwarzlose cal. 8 mm
• mwaqq mwaquBrasile - 23 C35 II serie armati con una mitragliatrice Breda da 13,2mwaqy mm (5 carri) oppure con una coppia di mitragliatrici Madsen cal. 7 Mauser (18 carri).
• mwaqkBulgaria - all'inizio del mwaqo1935, a causa anche la difficile situazione economica che attraversava il paese, furono acquistati dall'Italia 14 CV33 che costituirono la 1ª Compagnia Corazzata. I carri veloci Ansaldo destinati alla Bulgaria erano armati con una mitragliatrice modello Schwarzlose da 8mwaqs mm. Il contratto prevedeva, oltre alla fornitura dei carri anche quella di alcuni trattori d'artiglieria Pavesi, un pagamento dilazionato in 6/8 anni. Con i carri L33 fu costituita la 1ª Compagnia Carri, al comando del Maggiore Boris Tenev Slavov, coadiuvato dagli ufficiali Todor Stefanov Ivanov, Angel Stefanov Nerezov e Stojan Stojanov. La 2ª Compagnia venne formata inizialmente nel 1936 sempre sotto il comando del Maggiore Slavov, inizialmente dotata solo di soldati e senza mezzi corazzati. Essi giunsero solamente all'inizio del mwaqw1938, quando la Bulgaria ricevette una fornitura di 8 mwaq0Vickers 6-Ton mod.E. Essa disponeva di due Plotoni Carri ognuno con 4 carri. Il primo gennaio del 1939 le due Compagnie furono riunite in un unico Battaglione Carri, il 1°, posto sotto il comando del Maggiore Todor Ivanov Popov. Il Battaglione aveva una forza nominale di 173 uomini, ripartiti tra una compagnia comando e due compagnie carri. La 1ª Compagnia Carri (Ansaldo) venne posta di stanza lungo il confine sud tra mwaq4Kolárovo e Kharmanlijsko, al comando del Tenente Ivan Ivanov Gjumbabov. La 2ª Compagnia (Vickers) venne posizionata in appoggio alla 5ª Divisione di Fanteria "Danube" tra Polski Trmbesh e Rusensko, al comando del Tenente Todor Stefanov Ivanov. Nel febbraio del 1940 dopo aver ricevuto a basso costo dai tedeschi 26 carri Skoda mwaraLT vz. 35 ex cecoslovacchi, venne formata anche una 3ª Compagnia Carri affidata al Capitano Alexander Ivanov Bosilkov. Essa venne disposta lungo il confine della Turchia, tra Lozen e Ljubimec, in previsione di una riannessione della Dobrugia. Nell'ottobre del 1940 il 1º Battaglione Carri ricevette dai tedeschi ulteriori 10 carri Skoda mod. T-11. Dato che i bulgari non avevano una grande esperienza sia tattica sia d'uso dei carri armati la Germania, nel giugno del 1942, spedì il Colonnello Freiherr von Bülow a istruire i loro equipaggi. Alla fine del 1942 il comando tedesco propose il riordino dell'assetto delle forze armate bulgare. ma trovando l'opposizione dell'alto comando, vennero adottati solo leggeri cambiamenti. I carri mwareRenault R35 furono destinati al ruolo originario di supporto delle unità di fanteria, i carri Vickers assunsero il ruolo di ricognizione per le brigate d'artiglieria, mentre i carri veloci Ansaldo L. 33 vennero destinati al ruolo di ambulanze o carri trasporto munizioni.
• mwasaCina - circa un centinaio di CV35 II serie con armamento modificato
• mwascSpagna - alcuni esemplari italiani utilizzati durante la mwasgguerra civile vennero, al termine di questa, trasferiti all'esercito spagnolo
• mwaso mwas0Ungheria - un numero considerevole ma imprecisato di CV35 di entrambe le serie armati con fucile mitragliatore BRNO 26
• mwataVenezuela - Venezuela ha acquistato due unità nel 1934 per la valutazione in operazioni di sostegno di fanteria, a causa di diversi incidenti al confine con la Colombia, come altre armi acquisite dalla missione italiana che non sopravvissero oltre la seconda guerra mondiale.
• Agli esemplari ceduti vanno aggiunti alcuni carri catturati per vicende belliche e riutilizzati dalla mwatiGrecia, dalla mwatmCroazia, dalla mwatqJugoslavia e dalla mwatuGermania.
Esemplari superstiti
• CV33 (Prima serie) - mwaugMuseo storico della motorizzazione militare (Roma)
• mwauoCV33 (Seconda serie) - mwausMuseo storico della motorizzazione militare (Roma)
• CV33 - Museo di guerra per la pace mwau0Diego de Henriquez (Trieste)
• CV33 - mwavySacrario dei caduti d'oltremare di Bari
• mwavgCV33 - Caserma "Babini" - mwavk4º Reggimento carri (mwavoBellinzago Novarese)
• CV33 - Caserma "de Carli" - mwavw132º Reggimento carri (mwav0Cordenons)
• CV33 - Canadian War Museum - (mwav8Ottawa, Canada)
• CV33 - (mwaweManagua, Nicaragua)
• CV33 - (mwawmBelgrado, Serbia)
Curiosità
• Presso le truppe italiane il carro CV33 venne spesso soprannominato, a causa delle sue modeste dimensioni e anche della sua corazzatura troppo leggera, mwawgScatola di sardinecite-ref-biagi301-5-1[5] o mwaw0Arrigoni. Ebbe anche il soprannome di mwaw4Cassa da morto, mwaw8Barattolo o mwaxaBara d'acciaio a causa dei rischi a cui esponeva l'equipaggio quando si trovava a dover fronteggiare avversari meglio armati e corazzati. Alcune volte, però, riuscì a distruggere intere colonne di camion e automobili alleate, grazie al suo basso profilo e alla sua alta velocità e maneggevolezza.
• Costruire un carro leggero CV33 costava all'epoca 86.800 lire, pari a circa 119.000 euro al valore del 2026.
• Altre due spiacevoli caratteristiche del mezzo erano il motore alimentato a benzina e la messa in moto dall'esterno tramite manovella: nei rispettivi casi di foratura del serbatoio e di spegnimento del motore in fase di combattimento, le conseguenze per l'equipaggio erano facilmente immaginabili.
• Sul filmato Istituto Luce Cinecittà dal titolo "Episodi dell'offensiva italo-tedesca sul Fronte di Sollum" al 54"-59" si può notare un primo piano di un carro L33 CC con Fucilone "S" Solothurn da 20 mm montato al posto delle mitragliatrici.
• Nel videogioco "War thunder" l'L3/33 è divenuto famoso per essere il veicolo più piccolo e leggero del gioco, la cosa ha portato a innumerevoli meme e battute rendendo il carro molto famoso su internet.
• Nell'anime "Girl und Panzer", la squadra di Anzio (che rappresenta l'italia) ne guida diversi.
Note
cite-note-biagi-11. mwaxwEnzo Biagi, mwax0La seconda guerra mondiale - Una storia di uomini, vol. I, Milano, Gruppo editoriale Fabbri, 1983, p.mwax4 300, ISBN non esistente.
cite-note-22. ↑ mwayiNicola Pignato e Filippo Cappellano, mwaymGli autoveicoli da combattimento dell’Esercito Italiano. Vol. I (Dalle origini al 1939), Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell’Esercito, 2002, pp.mwayq 13-14.
cite-note-33. ↑ Classificato in Italia con la sigla CV29.
cite-note-88. ↑ mwaa4mwaa8farm4.static.flickr.com, mwabahttps://farm4.static.flickr.com/3005/2551779156_b02a325014_b.jpgmwabe Titolo mancante per url mwabiurl (aiuto).
cite-note-99. ↑ mwabgmwabkmwaboSurviving Carro Valoce L3/33 Lanciafiamme Italian WW2 Flamethrower, su mwabstank-photographs.s3-website-eu-west-1.amazonaws.com. mwabwURL consultato il 24 giugno 2025.
cite-note-1111. ↑ mwacqmwacumwacySurviving Panzers, su mwaccthe.shadock.free.fr. mwacgURL consultato il 24 giugno 2025.
cite-note-1212. ↑ È possibile che sia stato trasferito con il mwacw31º Reggimento carri presso la Caserma "Zappalà" - mwac0Scuola di cavalleria dell'Esercito Italiano (mwac4Lecce).
Bibliografia
• citerefbenvenuti-1974aBruno Benvenuti e Ugo Colonna, Carri armati 2/I. Carri leggeri. Carro veloce 33-35. Evoluzione del mezzo, collana L'armamento italiano nella Seconda Guerra Mondiale, Roma, Edizioni Bizzarri, 1974.
• citerefbenvenuti-1974bBruno Benvenuti e Ugo Colonna, Carri armati 2/II. Carri leggeri. Carro veloce 33-35. Le operazioni belliche, collana L'armamento italiano nella Seconda Guerra Mondiale, Roma, Edizioni Bizzarri, 1974.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwad0Carro Veloce L3/33-35, su regioesercito.it. URL consultato l'8 novembre 2017.
• mwad8 Episodi dell'offensiva italo-tedesca sul Fronte di Sollum, su YouTube, Istituto LUCE, 15 giugno 2012, a 0 min 54 s. URL consultato il 28 maggio 2020. mwaeaSi nota carro L3 con Solothurn 20 mm
• mwaei (EN) Pathé Gazette, Tanks In Austria Aka Army Manoeuvres In Austria (1936), su YouTube, British Pathé, 13 aprile 2014. URL consultato il 28 maggio 2020. mwaemCV 33 austriaci in manovra nel 1936
• mwaeu (EN) Pathé Gazette, Austrian Army Manoeuvres (1935), su YouTube, British Pathé, 13 aprile 2014, a 0 min 34 s. URL consultato il 28 maggio 2020. mwaeySi può vedere il modello austriaco con la mitragliatrice Schwarzlose